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Redazione DonnaJobs
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Impariamo a rispettare i ritmi della natura

In due momenti dell’anno ben precisi il sole si ferma, come dicevano i latini. Da qui la parola Solstizio, quando in astronomia il sole sembra arrestarsi, raggiungendo il punto massimo o minimo di declinazione.

Oggi alle 10 e 02 GMT, per l’esattezza matematica, entriamo nel Solstizio d’Inverno, che sancisce il passaggio dalla stagione autunnale a quella invernale.
La natura, in una metamorfosi perennemente ciclica, subisce l’effetto di ritirarsi fino a congelarsi. Così gli alberi hanno da diverso tempo iniziato a perdere le foglie, fino a diventare del tutto spogli. La bellezza delle stagioni precedenti sembra essere svanita e tutto da l’impressione di essere maggiormente dormiente. Le temperature calano notevolmente. Il clima si irrigidisce fino a gelarsi, dando l’impressione che la vita si fermi. Tutto si fa più lento. Le notti invernali risultano lunghe, fredde e molto buie.
Alcuni animali vanno in letargo, adottando una strategia di sopravvivenza per quegli ambienti troppo rigidi e freddi, che non riescono più a fornire loro cibo come in altre stagioni. Già qualche mese prima preparano tane accoglienti, fanno rifornimento energetico per affrontare un lungo periodo di riposo, quando le loro funzioni vitali saranno ridotte al minimo indispensabile.

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L’inverno ha inizio nel momento in cui il sole entra nella costellazione del Capricorno. Volendone carpire l’aspetto simbolico, il Capricorno è legato ai picchi rocciosi, alle vette, alle caverne, alle grotte profonde che si aprono nelle viscere della Terra. Da un punto di vista iniziatico, la caverna racchiude una grande simbologia. E’ nascosta, cupa, buia. Sovente gli iniziati venivano portati nella caverna e stimolati ad affrontare un lungo periodo chiusi lì dentro a contatto con la loro parte più intima e nascosta, con le loro paure, le loro fobie, ansie e preoccupazioni.
La caverna dunque, rappresenta una vera interiorizzazione dell’essere che solo una volta che ha superato il buio che è in lui può accedere a nuova luce, a nuova vita.

Nel rispetto delle Leggi della Natura che governano il nostro essere, dovremmo fare tesoro di questi periodi dell’anno così importanti. Quello invernale in particolare, diventa un buon momento per ascoltare.
Mentre con l’equinozio d’autunno abbiamo lasciato cadere tutto ciò che era superfluo e inutile per la nostra vita - come fanno gli alberi con le foglie, che le lasciano andar giù - con il solstizio d’inverno ci spogliamo di tutto e rimaniamo con l’essenziale, con ciò che è davvero importante per noi. Restiamo con quello che noi siamo nel nostro essere più profondo, con quello che noi vogliamo veramente, in grado di soddisfare non solo i nostri bisogni materiali ma ancor di più quelli spirituali, con i nostri affetti e con il nostro sentire più intimo, vero e sincero. E’ il momento dell’ascolto, del custodire i semi. Solo nel buio un seme può morire per giungere alla vita a cui è destinato. Solo nell’oscurità della terra questo può avvenire. Lasciamo dunque che sia il buio a nutrirci.

Eppure, nel giorno del Solstizio d’Inverno il Sole inizia già la sua piccola, lenta, costante inversione di tendenza. Da questo giorno le giornate iniziano a poco a poco ad allungarsi; in maniera apparentemente impercettibile iniziano un cammino di nuova luce.
Per questo il Solstizio d’Inverno è sempre stato avvolto da una moltitudine di significati simbolici ed esoterici. Questa luce nascente è stata festeggiata da molti popoli nell’antichità, attraverso riti e funzioni differenti, che sottolineano il passaggio dal buio alla luce.

Gli antichi greci ad esempio, durante il periodo del solstizio celebravano la nascita di Dionisio, un bambino divino, nato dalla vergine Semele, che loro consideravano il salvatore, mentre nell’antica Roma il solstizio si associava alla festa “Dies Natalis Solis Invicti”, ovvero Il giorno di nascita del sole invincibile, che segnava l’inizio di una stagione nuova. Secondo gli Egizi in questo periodo dell’anno nasceva il dio Horus, mentre per i Babilonesi era la festa del dio del sole Shamash.
Non a caso in questo periodo, i cristiani festeggiano la nascita del Gesù Bambino, nato in una grotta al freddo e al gelo. Quella piccola luce appena nata è per loro simbolo di speranza, di gioia e salvezza.
Creando una maggiore connessione con i ritmi della Natura e con l’aspetto più misterioso che essa conserva, possiamo rendere speciali questi momenti che ci invitano a dare maggiore importanza alla nostra vita interiore. E’ un buon momento per “stare dentro di noi” e nutrire la nostra parte essenziale. E’ un buon momento per cristallizzare il lavoro svolto durante tutto l’anno, ma ancor di più è un momento proficuo per far nascere idee nuove e nuovi progetti, che per il momento dobbiamo tenere ben custoditi e preservati dall’esterno. Accediamo al bagliore nascente di una nuova luce, affinché si possa proseguire il nostro cammino, nella vita privata, come in quella familiare, nella vita quotidiana come in quella lavorativa, nuovi, rinnovati e con una forza vitale rigenerata.

Buon Solstizio d’Inverno a tutti!

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Redazione DonnaJobs
Rosaria Fabrizio

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